Coscienza corporea

Consapevolezza e coscienza corporea: due percorsi diversi

@markpostura · 6 min di lettura

Consapevolezza e coscienza corporea: due percorsi diversi

Spesso consapevolezza, awareness, mindfulness e coscienza corporea vengono utilizzate quasi come sinonimi.

Nel percorso di PosturaCorretta e di Corpo e Coscienza, invece, indicano due strade differenti.

La differenza fondamentale è il punto di partenza.

La consapevolezza parte dalla storia che il mio cervello (mente) racconta: pensieri, emozioni, interpretazioni, ricordi e reazioni.

La coscienza corporea parte dal corpo, dalla sensazione e dalla fisiologia.

Consapevolezza: partire dalla storia che il cervello (mente) racconta

Nella consapevolezza esiste una parte di noi che osserva la storia che il cervello (mente) sta costruendo.

Osserviamo un pensiero mentre nasce.
Riconosciamo un’emozione.
Ci accorgiamo di una reazione.
Ascoltiamo il nostro dialogo interiore.

È come se sviluppassimo una posizione dalla quale possiamo dire:

“Mi accorgo di ciò che sto pensando, provando e vivendo.”

Partiamo da ciò che il cervello (mente) ci racconta e impariamo a riconoscere quella narrazione senza identificarci completamente con essa.

La mindfulness porta ulteriormente l’attenzione sull’esperienza presente, cercando di osservare pensieri, emozioni e sensazioni senza esserne immediatamente trascinati e senza giudicarli.

Il movimento, quindi, è soprattutto:

storia del cervello (mente) → attenzione → osservazione → consapevolezza

È una strada preziosa, ma non è quella che chiamiamo coscienza corporea.


Coscienza corporea: partire dalla fisiologia e dalle sensazioni

La coscienza corporea compie il percorso inverso.

Non parte dalla mente per osservare il corpo, ma parte dal corpo per disattivare la narrazione della mente.

Quando ascolti il ritmo della respirazione, la pressione dei piedi a terra, la tensione di una fascia muscolare o il battito cardiaco, non stai interpretando: stai percependo.

Il percorso diventa:

fisiologia → sensazione → percezione diretta → coscienza corporea

Qui il corpo non è l'oggetto dell'osservazione della mente, ma il punto d'origine dell'esperienza reale.

Comincia da una domanda molto più concreta:

“Che cosa sento nel corpo?”

Dove sento il respiro?
Come appoggiano i piedi?
Quanto percepisco il bacino?
Sento distintamente la schiena?
Dove c’è tensione?
Dove sento movimento, pressione, calore, pulsazione, leggerezza o pesantezza?

E soprattutto: quali parti del mio corpo sento poco o non sento quasi più?

Qui l’attenzione non viene utilizzata principalmente per osservare la storia mentale. Viene portata nel corpo.

Sentire per riattivare

Il principio del lavoro diventa quindi:

attenzione → sensazione → corpo → fisiologia

Attraverso movimento, respirazione, contatto, postura e metodiche corporee possiamo aumentare la percezione di zone che normalmente entrano poco nella nostra esperienza cosciente.

Una parte del corpo non deve soltanto esserci. Deve tornare a essere sentita, rappresentata e integrata.

Per questo la coscienza corporea non è soltanto “pensare al proprio corpo”. È esattamente il contrario: ridurre l’intermediazione della storia mentale per tornare all’esperienza corporea.

Non penso il piede: sento il piede.
Non penso il respiro: sento il respiro.
Non immagino come dovrebbe essere la mia postura: percepisco come il mio corpo si organizza in questo momento.


Dalla sensazione alla fisiologia

Ed è qui che il percorso si differenzia ancora maggiormente dalla semplice consapevolezza.

Lo scopo non è soltanto diventare più bravi a osservare la storia che il cervello racconta o a percepire il corpo. La percezione diventa uno strumento attraverso cui interagire con l’organizzazione fisiologica dell’organismo.

Respiro, tono muscolare, movimento, postura, pressione, circolazione e regolazione autonoma non sono fenomeni separati. Il corpo è un sistema.

Lavorando sulla percezione corporea cerchiamo quindi di creare le condizioni perché sistemi e parti del corpo possano tornare a partecipare in maniera più equilibrata all’insieme.

In questo senso possiamo utilizzare anche l’immagine dello Yin e dello Yang per leggere due direzioni complementari: ciò che scende e ciò che sale, ciò che tende e ciò che rilascia, ciò che attiva e ciò che recupera.

Nel nostro modello osserviamo il gioco tra le tensioni che si distribuiscono verso il basso e i processi di ritorno e drenaggio verso l’alto, compreso il sistema linfatico. Si cerca un equilibrio dinamico.


Tono, equilibrio, soffio e atteggiamento mentale

Il percorso di Corpo e Coscienza si rappresenta attraverso quattro elementi:

Tono — Equilibrio — Soffio — Atteggiamento mentale

  • Il tono riguarda il modo in cui il corpo sostiene e organizza la propria tensione.
  • L’equilibrio riguarda il rapporto tra le diverse parti e funzioni.
  • Il soffio riguarda il respiro e il ritmo con cui il corpo si espande, si raccoglie e si trasforma.
  • L’atteggiamento mentale arriva infine a dialogare con tutto questo.

Non partiamo dalla storia che il cervello racconta per modificare il corpo: partiamo dal corpo e dalla fisiologia per osservare quale stato della coscienza emerge da quel corpo.


La vacuità non è assenza

Il punto di arrivo ideale può essere descritto con la parola vacuità.

Vacuità non significa non sentire niente, non è passività ed eliminazione di pensieri. È la condizione nella quale il corpo non ha continuamente bisogno di richiamare la nostra attenzione attraverso tensioni, compensi e sforzi inutili.

Il corpo è presente, ma non invade. Respira, si sostiene, si adatta. E proprio perché non dobbiamo continuamente controllarlo, possiamo quasi dimenticarcene.

Sviluppiamo coscienza corporea fino a quando il corpo può tornare a funzionare senza dover essere continuamente controllato dalla coscienza.


Due direzioni

Consapevolezza / Awareness / Mindfulness

Parto dalla storia che il mio cervello (mente) racconta.
Ascolto pensieri, emozioni e interpretazioni e imparo a riconoscerli senza identificarmi con essi.
STORIA DEL CERVELLO → OSSERVAZIONE → CONSAPEVOLEZZA

Coscienza corporea / Corpo e Coscienza

Parto dall’esperienza corporea.
Porto attenzione alle sensazioni e alla fisiologia. Da questa nuova condizione corporea emerge un differente stato mentale.
CORPO → SENSAZIONE → FISIOLOGIA → COSCIENZA

Non controllare il corpo con la mente, ma lasciare che il corpo informi la coscienza

La coscienza corporea non vuole trasformare il corpo in un altro oggetto da controllare mentalmente (devo respirare così, devo rilassare questo muscolo...).

Creiamo esperienze, muoviamo, respiriamo, tocchiamo, sentiamo. Lasciamo che il sistema nervoso riceva nuove informazioni dal corpo.

Non chiediamo alla mente di spiegare il corpo. Chiediamo al corpo di tornare a parlare alla coscienza.

Qui Corpo e Coscienza e le metodiche posturali di PosturaCorretta trovano il loro spazio specifico: non una pratica mentale applicata al corpo, ma un’esperienza corporea che parte dalla fisiologia e arriva alla coscienza.