La prima settimana con PosturaCorretta
Capitolo 02
LiberoRicordi quando hai preso la patente?
Dove ti hanno insegnato come restare in salute?
Ci hanno insegnato a leggere, a scrivere, a fare le divisioni. Per guidare l’automobile si va a scuola guida. Ma chi ci ha insegnato come si mantiene la salute? Chi ci ha spiegato come recuperare dopo una giornata pesante, o come accorgerci che il corpo chiede attenzione prima che arrivi il dolore?
Quasi nessuno. E così, nella maggior parte dei casi, ce lo chiediamo solo quando qualcosa smette di funzionare.
Intorno ai quarant’anni può bastare chinarsi ad allacciare una scarpa per sentire le ginocchia che si lamentano. Oppure ci si sveglia, il giorno dopo un trasloco o dei lavori in casa, con la schiena che si fa sentire o che si blocca del tutto e allora ci accorgiamo che qualcosa non funziona più come prima. E ci chiediamo: perché arrivano questi acciacchi?
Se sei qui, forse è successo anche a te. In questo corso vorrei rispondere alle domande che ogni fisioterapista, e ogni professionista che si occupa di postura, si sente ripetere ogni giorno da chi cerca aiuto. Prima di scoprire come tornare in forma, però, ti propongo di ripercorrere i passi che hai fatto per imparare a muoverti e a stare nel mondo:
- Per imparare a controllare il corpo e conquistare la verticalità
- Per imparare a riconoscere quello che sentivi
- Per interagire con altre persone
- Per Esplorare e conoscere l'ambiente
Corpo, sentire, relazioni e ambiente
Il movimento è innato. Fin dalla culla impariamo a scoprire il corpo e a muoverlo nello spazio; il gioco e la curiosità accompagnano questa esplorazione fino alla conquista della verticalità.
Un bambino piccolo rotola, si gira, gattona, si aggrappa al divano, cade, si rialza. Nessuno gli dà lezioni. In pochi anni impara a camminare, correre, saltare, arrampicarsi: una serie di movimenti complessi che da adulti faremmo fatica a spiegare, figuriamoci a insegnare.
Insieme al corpo c’è il sentire: la fame, la tristezza, il dolore, il piacere, tutte le sensazioni attraverso cui entriamo in contatto con noi stessi.
Poi ci sono le relazioni: i familiari e le persone con cui viviamo sono le prime. Quando siamo pronti cominciamo a esplorare anche l’ambiente, e la scuola, lo sport e le prime attività ci portano dal nucleo familiare alla vita nel gruppo.
La vita è un ciclo e intorno ai vent’anni, arriviamo al picco della nostro sviluppo fisico. Poi qualcosa cambia: a poco a poco diminuiscono sia la capacità di muoverci sia l’energia che avevamo.
La prima parte di questo ciclo è la parte che ha un grosso impatto su tutta la vita.
Imprinting e radici
Come impariamo a usare il corpo, come impariamo a sentire, come interagiamo con gli altri, ed esplorare l'ambiente, non ha solo cause innate.
Dai genitori riceviamo un corredo genetico, ma impariamo anche semplicemente stando con loro. Li osserviamo mentre si muovono e respirano; ci arrivano la voce, il portamento, il modo di vivere le emozioni. Da qui prendono forma:
- reazioni;
- comportamenti;
- schemi motori;
- abitudini.
un’impronta, come quella che un piede lascia sulla sabbia bagnata. In psicologia si parla di imprinting.
L’impronta ci accompagna a lungo, ma non è definitiva. Possiamo riconoscerla, comprenderla e trasformarla.
Credenze sulla Salute e di malattia
Le nostre credenze sulla salute e sulla malattia nascono da tre cose: le esperienze che facciamo, le persone che abbiamo accanto e l’ambiente in cui cresciamo. Possiamo vivere a lungo senza interrogarci troppo. Le domande arrivano quando incontriamo una difficoltà, vediamo soffrire qualcuno che vorremmo aiutare o cominciamo a preoccuparci per noi stessi.
A quel punto cerchiamo di recuperare la salute, di mantenerla o di migliorarla. Ma come?
Sicuramente rivolgersi ai professionisti della salute e del benessere, è un passo ma il modo che si utilizza per curarsi è anche un fatto culturale e di edcuzioane al corpo.
Davanti a una patologia la medicina propone esami, farmaci e interventi; nel nostro immaginario trovano posto anche l’allenamento, lo sport, l’alimentazione, i trattamenti manuali, il benessere psicologico. Ognuno costruisce la propria idea di salute con ciò che vive, ciò che osserva e le storie che ascolta o legge.
Quando non si ha più tempo
Fino a qualche tempo fa bambini e ragazzi si muovevano e facevano sport, e le difficoltà per la maggior parte delle persone
Arrivano quando lo studio, il lavoro, le responsabilità iniziano ad occupare tutto lo spazio della vita. Oggi però tra schermi, la scarsità di spazi sicuri dove giocare, le occasioni di movimento e di esplorazione che sostengono lo sviluppo motorio si sono ridotte.
Aumentano le ore da seduti, gli spostamenti, le scadenze, le cose da ricordare. Il tempo che sembrava infinito si riempie, e quasi senza accorgercene costruiamo uno stile di vita che ci spegne lentamente e mette in difficoltà i sistemi che ci aiutano a recuperare:
ci muoviamo meno; ripetiamo per ore le stesse posizioni; dormiamo, ma non recuperiamo; mangiamo di fretta; rimandiamo ciò che conta, perché c’è sempre qualcosa di più urgente; conviviamo con piccole tensioni finché diventano impossibili da ignorare.
Il corpo si adatta, ma non all’infinito. A un certo punto arriva un dolore o una malattia, magari dopo un trauma o un periodo particolarmente faticoso, e ci costringe a fermarci. Cerchiamo una spiegazione, una diagnosi, qualcosa che ci faccia stare meglio.
Ma quando il problema è alle spalle, restano le domande più importanti. Come torno a muovermi? Perché certi disturbi ritornano? Come posso conoscere meglio il mio corpo? Che cosa posso fare ogni giorno per recuperare, mantenermi, migliorare?
È spesso da qui che avviene l’incontro con la postura e con le metodiche posturali.
La postura e le metodiche posturali
Per rimediare a dolori e problemi spesso oltre alla medicina e ai professionisti della salute e del benessere si provano discipline come lo yoga o il Pilates. Magari qualcuno ti avrà consigliato il tai chi o il metodo Feldenkrais. Se ti piaciono i massaggi e i trattamenti avrai magari già provato, lo shiatsu, la ginnastica posturale.
O ancora, dopo un dolore, ti sei rivolto a un fisioterapista, a un osteopata, a un chinesiologo. Se allarghiamo lo sguardo ci sono anche le arti marziali, la danza, mille pratiche di movimento e di cura, ognuna con la sua storia e il suo modello di riferimento.
Tutte, però, lavorano sullo stesso terreno: il corpo, la fisiologia, il movimento, la percezione, la capacità di adattarsi.
Per orientarsi non basta chiedersi quale sia la metodica “migliore”. Bisogna capire i principi che utilizzano, le finalità, i limiti, e su quali sistemi lavorano, il campo di applicazione, e osservare che cosa succede davvero quando la pratichiamo.
Il percorso posturacorretta nasce per farti conoscere i principi delle migliori metodiche posturali, e per aiutarti a scoprire quali sono e come funzionano i tuoi sistemi in un modo che ti raccontano solo dopo anni di studio in corsi di specializzazione.
Ora tocca a te
Siamo arrivati alla tua storia. Prima di andare avanti, prova a rispondere a queste tre domande, anche solo a mente:
Quando sono cambiati il tuo movimento, il tuo sonno, il tempo che dedichi a te? Con la scuola, il lavoro, una relazione, un trasferimento, un problema di salute? In questo momento vuoi soprattutto recuperare, mantenere o migliorare la tua salute? Hai già incontrato una metodica posturale o una disciplina corporea? Che cosa ti ha lasciato?
E una domanda a parte, che cambia il modo in cui leggerai il resto: stai usando questa guida per te, o per aiutare altre persone?
Nel prossimo capitolo partiamo da una parola che usiamo spesso ma che può voler dire molte cose: postura. Vedremo che cosa comprende davvero, quali problemi ci permette di osservare e quali benefici possiamo cercare senza inseguire una posizione perfetta, uguale per tutti.