PosturaCorretta in un mese
Stai seguendo un percorso o stai sommando interventi?
Sei molto impegnato con il lavoro e, quando ne senti il bisogno, ti fai aiutare dal tuo psicologo. Partecipi a una classe di yoga o di tai chi, frequenti un’arte marziale, pratichi danza oppure svolgi un’attività sportiva.
Ogni tanto ricevi un trattamento da una persona esperta in shiatsu o dal tuo osteopata. Cerchi anche di seguire la dieta preparata dal nutrizionista. Poi compare un problema di salute: il medico ti invia da uno specialista e lo specialista ti propone una cura farmacologica.
A questo punto potresti ricevere indicazioni differenti. Il medico ti dice una cosa, l’insegnante di yoga ne osserva un’altra e il nutrizionista aggiunge un ulteriore punto di vista.
Tutto lavora per te, ma non necessariamente insieme
Stai già costruendo qualcosa che assomiglia a un percorso. Movimento, terapia manuale, meditazione, pensieri ed emozioni, alimentazione e farmaci agiscono sulla stessa persona e, in modi differenti, sulla sua fisiologia.
Il problema non è necessariamente ciò che stai facendo. Ciascun intervento può avere un valore e una propria ragione. Il problema è che spesso procede separatamente dagli altri: mancano una visione comune, priorità condivise e un modello che aiuti te e i professionisti a comprendere come collegare le diverse attività.
Prendere in considerazione più aree della salute non significa automaticamente avere costruito un Percorso Integrato. Sommare trattamenti, pratiche e consigli è diverso dal definire insieme un obiettivo, attribuire responsabilità, stabilire una sequenza e verificare ciò che sta accadendo.
Quando manca anche l’educazione alla salute
In questo esempio la persona possiede già una certa educazione al corpo: conosce pratiche differenti, cerca professionisti e prova a partecipare alle proprie scelte.
Spesso manca anche questa base. In quel caso può prendere il sopravvento la fiducia in un’unica risposta, generalmente quella medica e farmacologica, perché è la strada più conosciuta e può essere la più rapida ed efficace per controllare il sintomo o spegnere una fase acuta.
Quando c’è un incendio, spegnerlo è la priorità. Allo stesso modo, controllare rapidamente un sintomo o un’infiammazione può essere necessario. Ogni intervento presenta però benefici, limiti e possibili effetti indesiderati, che il medico valuta in rapporto alla situazione, alla dose e alla durata della terapia.
Curare la patologia e prendersi cura della salute non sono due strade contrapposte. Possiamo spegnere l’incendio e, nello stesso tempo o appena possibile, cercare di comprendere quali condizioni abbiano reso il sistema più vulnerabile: recupero insufficiente, alimentazione, movimento, stress, ambiente, abitudini o altri fattori fisiologici.
La malattia può diventare anche un segnale che ci invita ad ascoltare il corpo, senza pensare che ogni malattia possieda necessariamente un significato nascosto o dipenda dal comportamento della persona. A volte il corpo richiede una cura medica; altre volte quel momento può diventare l’occasione per rivedere il modo in cui ci prendiamo cura dell’intero sistema.
Spegnere il sintomo può essere necessario; costruire salute significa anche occuparsi del terreno sul quale quel sintomo è comparso.
Scegliere come prenderci cura della nostra salute
Sta anche a noi comprendere quali professionisti scegliere, quali domande porre e quale partecipazione siamo disposti a mettere nel percorso. Questo non significa cercare il medico che conferma ciò che vogliamo sentirci dire, ma trovare professionisti competenti con i quali sia possibile comprendere benefici, limiti e alternative e arrivare a una decisione consapevole.
Possiamo scegliere di occuparci della patologia e del sintomo quando rappresentano la priorità. Possiamo anche decidere di affiancare a quella cura un lavoro più ampio sulla salute e sul corpo, se la situazione, il tempo e le nostre possibilità lo consentono.
Per rendere possibile questa seconda strada servono due elementi: un’educazione al corpo e alla salute, che aiuti la persona a comprendere e partecipare, e un modello comune, che permetta ai professionisti di collegare competenze e interventi in un vero Percorso Integrato.
PosturaCorretta prova a mettere a disposizione entrambi: un percorso educativo che parte dal corpo, dalla postura e dai principi delle metodiche posturali, insieme a un modello e a Linee guida utili sia alle persone sia ai professionisti.
Nel prossimo capitolo racconto una situazione concreta nella quale due medici hanno osservato lo stesso problema da punti di vista differenti e nella quale le conoscenze costruite negli anni mi hanno aiutato a partecipare alle scelte.