Spegnere i sintomi non basta più. Serve una mappa per orientarsi nel percorso della salute.
Bentornati sulla rubrica del progetto
Qui raccontiamo cosa stiamo costruendo e perché.
Partiamo dai problemi che pazienti
e i professionisti
affrontano nel creare e seguire un percorso della saluteUn passo alla volta. Con ordine.
È una storia comune.
Visite.
Esami.
Specialisti diversi.
All'inizio della cura,
il dolore sembra migliorare,
ma poi torna.
Oppure resta lì, a bassa intensità,
e pian piano ti logora
come una goccia d’acqua che continua a scavare.
Oggi i tempi d'attesa sono lunghi.
Le liste infinite.
E si rischia di essere rimbalzati
da un professionista all'altro.
Insomma,
magari il sintomo sparisce per un po’,
poi si ripresenta lì
o da un’altra parte.
Il problema è che spesso si cerca di zittire
i segnali del corpo,
invece di ascoltarli
e comprenderli.
Ma se non capisci perché un sintomo arriva
e quali sono le condizioni che l’hanno favorito,
il sintomo tende a ripresentarsi.
Inoltre le cure sono spesso scollegate.
Chi guarda la spalla
non ha idea di cosa fa
chi cura un’altra patologia al cuore.
Ogni professionista fa la sua parte,
e va bene,
ma manca una visione d’insieme
e manca il tempo per confrontarsi.
Le patologie vanno curate, certo.
Ma c’è una cosa
che non possiamo dimenticare:
La patologia esiste perché una persona la manifesta.
E quella persona ha una storia,
uno stile di vita,
una famiglia,
delle abitudini,
un lavoro.
Integrazione significa
non aggiungere altre soluzioni.
Significa capire
quali cose stai facendo
e cosa ti sta aiutando davvero.
Questo spazio di visione d’insieme
manca spesso nel sistema di cura.
Tempistiche ristrette,
capacità organizzative limitate,
mancanza di strumenti,
insieme a dinamiche
economiche e di gestione complesse,
rendono difficile l’integrazione.
Con PosturaCorretta,
nell’Accademia,
vogliamo proporre un percorso
e delle linee guida operative
che aiutino te
e i professionisti che ti seguono
a riprendere le abilità necessarie per:
ascoltare il corpo
e per
leggere i segni dei tuoi sistemi fisiologici.
E quando questo succede,
si crea una continuità tra:
Non è la spalla.
Non è la schiena.
Non è il collo.
Non sono gli ormoni.
Il problema è che, col tempo,
ci siamo concentrati soprattutto
a far tacere i sintomi,
dimenticando la domanda più importante:
Perché il corpo è arrivato fin lì?
È comprensibile.
Il lavoro del professionista della salute,
per essere organizzabile ed efficace,
ha bisogno di semplificare
e focalizzarsi.
È come salire in macchina
e vedere tutte le spie accese.
Trovare qualcuno
che te le spegne
dà sollievo.
Finché non fondi il motore.
Tutti dicono
“meglio prevenire che curare”.
Ma la prevenzione, nella pratica,
non è un protocollo
né una teoria astratta.
È fatta di abitudini quotidiane,
e va insegnata,
coltivata,
tramandata.
Il problema è che oggi
non abbiamo tempo, spazio e metodo
per l’educazione alla salute.
Così il corpo
inizia a farsi sentire.
Come quando lasciamo la nostra automobile
troppo tempo senza:
Prima inizia un rumorino,
un fastidio.
Poi arriva un dolore
che non se ne va.
Infine
arriva la malattia.
Ed è qui che entra PosturaCorretta.
La medicina occidentale è potente.
Ed è figlia delle nostre radici culturali.
Ma ha dovuto adattarsi:
Il sintomo viene studiato a fondo.
Ma la persona
spesso resta sullo sfondo.
La relazione terapeutica,
che dovrebbe essere
il cuore della cura,
diventa un passaggio amministrativo.
Dall’altra parte
arrivano pratiche globali:
yoga,
tai chi,
medicina orientale.
Utilissime.
Ma spesso:
Affidarsi solo a uno dei due mondi
è un rischio.
Da una parte
troppa frammentazione.
Dall’altra,
una visione ampia
senza basi consolidate e comuni.
Serve un percorso
che integri senza perdere le radici.
Un percorso
che unisca competenza
e visione.
Per questo parliamo
di specialisti della globalità.
Nell’Accademia
formiamo specialisti della globalità:
partiamo dall'educazione alla salute
che è utile alle persone,
ma diventa fondamentale
per i professionisti.
Professionisti
che mantengono la propria competenza specifica,
ma imparano a leggere il sintomo
senza perdere di vista la persona
e l'impatto
che lo stile di vita
e il contesto in cui vive
ha su di essa.
PosturaCorretta
parte dalla medicina occidentale.
Non la rifiuta.
Non la demonizza.
Ma non si ferma lì.
Le scoperte scientifiche
sono fondamentali,
ma non possono diventare
un limite.
Integrare
è spesso l’unica strada
che regge nel tempo.
Per questo il percorso
si basa su:
È per questo che il prossimo passo
sarà portare nella home page
il programma
e il materiale
dell’Accademia PosturaCorretta
come spazio educativo.
Non è un’accademia teorica.
È un’accademia
dove si pratica
e si restituisce tempo
e attenzione
all’ascolto del corpo.
Un luogo
dove le abilità apprese
possono essere usate
per migliorare la propria salute
o integrate
nel proprio lavoro.
Uno spazio dove:
Aggiungiamo ciò che manca:
un ponte
tra mondo occidentale
e mondo orientale,
basato
sull’esperienza diretta.
Perché non basta capirlo a parole:
serve la pratica.
Se stai già seguendo una disciplina
come lo yoga o il tai chi,
oppure sei un istruttore,
il percorso è complementare
e ti aiuterà a perfezionare la tua pratica,
a comprenderla
e ad integrare
la visione orientale
e occidentale del corpo.
Se sei un professionista della salute,
queste nozioni
ti permetteranno di creare
percorsi di cura
per le patologie
più efficaci.
Se sei un operatore
delle discipline bionaturali,
olistiche
o del massaggio,
potrai usare
queste informazioni
per migliorare i tuoi servizi
e curare meglio
la salute dei tuoi clienti.
Negli ultimi giorni
abbiamo lavorato su un punto chiave:
l’ingresso al progetto.
Oggi puoi:
E le sezioni
arriveranno
e cresceranno
con il tempo:
Se vuoi iniziare oggi,
su www.posturacorrtta.org trovi:
→ i contenuti con 60 Movimenti alla Scrivania
Puoi seguire il progetto,
nella sezione trovi la:
→ Rubrica PosturaCorretta
Se vuoi iniziare il percorso
o sei un professionista
e vuoi collaborare,
scrivimi:
→ l’igiene posturale
è il primo passo
dell’Accademia.
È un progetto ambizioso,
impegnativo,
che ha richiesto anni di lavoro
per la costruzione
della mappa generale.
Come per la costruzione
di una grande rete ferroviaria,
è necessaria una pianificazione.
Ma ora la mappa è pronta.
Un passo alla volta.
Con ordine.
Iniziamo a costruire
le stazioni
e i binari
per collegarle.